giovedì 28 gennaio 2010

Coming Soon

Trailer 1 Room in Rome (Habitación en Roma) 
Non solo NSFWork ma anche NSFHome e NSFLibrary e soprattutto NSFMen, non è roba per voi sciò, quindi chiudetevi in bagno e guardatevelo, occhio, mani ben in vista.
Prendete una bionda, russa, di nome Natasha (originalità portami via) e una mora dalla nazionalità non specificata, con una camicia a quadroni e il taglio di capelli che grida "I'm a indie lesbian!!" Stranamente i capelli si afflosciano poco dopo, mistero. Comunque, dicevo, prendete queste due e chiudetele in una stanza d'albergo, cosa potrà mai accadere? Una partita a scacchi? Discuteranno di come sia possibile spostare l'isola girando una ruota mezza fracica? Ho i miei dubbi. Insomma, queste due ci danno dentro, immagino la gioia dei vicini di stanza. La presentazione recita "two lovers, share secrets during a one-night stand" il segreto più sconvolgente sta in quel "but I like men more", non sembrava proprio guarda. Comunque bruna batte bionda 10 a 0. Data di uscita: tanto in Italia non lo vedrete mai.

Trailer 2 The Four-Faced Liar 
Un'altra bionda e un'altra bruna ma tutt'altro genere, siamo nella commedia romantica. Molly, una versiona campagnola di Scarlett Johansson è fidanzata, felice e etero, finché non incontra Bridget, la mora dall'aspetto sfigato, in un bar. Inutile specificare che la mora dall'aspetto sfigato è gay, vien da se.
Film indipendente e pochi soldi a disposizione, hanno così deciso di risparmiare sul make-up e a pagarne le conseguenze sono i volti delle protagoniste, visi lucidi, gente, visi lucidi.
Ma forse ciò rende la commedia più realistica, cosa che non si può dire guardando il trailer precedente, là siamo nella fantascienza. Ricorda molto Imagine me and You, anche per la locandina, solo che non ci sono due bipbipbipbip (mi autocensuro) ma due ragazze della porta accanto. Data di uscita non pervenuta.

Trailer 3 The Runaways
Ne parlano da anni, da prima ancora di scegliere le attrici e rilasciano un trailer di 50 secondi, 50 secondi di "spacchiamo tutto it's rock n'roll, yaeahh e visto che ci siamo meniamoci anche, di nuovo yeahhh!" Però c'è Kristen Stewart, ecchissenefrega, sempre a parlare di faccetta pallida, io porrei l'attenzione su Dakota Fanning, perché a me fa un po' impressione vederla recitare da grande, imbellata a mo' di prostituta poi è uno shock, ricordo che Dakota Fanning ha 16 anni e recita da quando era ancora nella pancia della madre, questa qua o mi diventa Jodi Foster o un'alcolizzata da centro di recupero. E con questo film sembra che abbia fatto le prove per la seconda ipotesi. Data di uscita: marzo 2010

lunedì 28 dicembre 2009

E' tempo di best of (ma anche no)

Niente posizioni da 1 a 10, niente superclassifica sciò, un democratico ordine alfabetico per stabilire i dischi che mi sono piaciuti e non, usciti nell'arco del 2009. Avviso che è lunghino.

Categoria: And The Winners Are.
E' stato l'anno delle band, delle donne e delle band con donne. Queste le mie preferenze.

- Bat For Lashes / Two Suns. Lei sembra un po' folle, forse lo è, visionaria, eclettica, si vede che ha studiato Kate Bush e il dream pop degli anni '80. La ragazza è stata attenta e ha preso bene gli appunti. Daniel è uno dei singoli più belli dell'anno. Ma che cavolo significa Bat for Lashes? Pipistello per ciglia? Mah.  (Best track Glass)
- Doves / Kingdom of Rust. Una band composta da due fratelli che non passano il tempo ad insultarsi e a proclamare imminenti scioglimenti. Ottima musica nonostante il nome da detergente a pH 5,5. (Best track The Greatest Denier)
- Melody Gardot / My One and Only Thrill. Che ci fa un album jazz qua in mezzo? Folgorazione estiva, ascoltare questo disco è come camminare sulle nuvole, moderno e retrò allo stesso tempo, vintage direi. Lei bravissima con una voce che quasi ti coccola. (Best track Baby I'm Fool)
- Metric / Fantasies. La band di Emily Haines ha azzeccato il disco, impossibile restare fermi su brani come Gimme Sympathy o Sick Muse. Rock danzereccio. Lei non ha una voce propriamente da rockeuse (baby voice la chiamano) ma si fa guardare. (Best track Gold Guns Girl)
- Neko Case / Middle Cyclone. Si vede che ascolto radio americane perché lei in Italia non la sentirete mai. Una delle voci femminili più belle, particolare, potente, seducente. E poi è rossa e brandisce una spada sul cofano di una Mercury Cougar. (Best track People Got a Lotta Nerve) 
- Norah Jones / The Fall. Da premiare soprattutto per aver lasciato quel brutto spilungone del fidanzato e per aver introdotto le chitarre. Una nuova vita che piace, basta pianoforte lagnoso, un disco pop-folk-country-softrock-jazz per il cambiamento. (Best track It's Gonna Be)
- Phoenix / Wolfgang Amadeus Phoenix. Nell'elettro-pop Francia batte Italia 1-0. Potevano rimanere per sempre la band di If I Ever Feel Better e invece tirano fuori dal cilindro uno dei migliori album dell'anno. (Best track 1901 )
- Sondre Lerche / Heartbeat Radio. Il mio pupillo sta crescendo. Mi aspettavo di più, troppi rimandi agli anni '80 e ai suoi illustri maestri. Ma mi piace troppo la sua voce e quella faccetta da teppistello, che ce posso fa! (Best track Good Luck)
- St. Vincent / Actor. E' nerd, suona divinamente chitarre strane, indossa sempre le stesse scarpe, basse, senza tacco, ha le lentigini e si chiama Annie. Basterebbe questo per amarla. Il suo non è un disco di facile ascolto, deve conquistarti piano piano ma poi non lo molli più. (Best track Actor Out of Work)
- Tegan and Sara / Sainthood. Le gemelle canadesi non si smentiscono, hanno ormai un loro stile senza per questo ripetersi negli anni. Disco ben suonato, arrangiato (ci ha messo le mani Chris Walla) e il loro canto è migliorato notevolmente. Però che brutta copertina. (Best track The Ocean)
- U2 / No Line On The Horizon. Bono non ha più la voce e su questo non ci piove ma è davvero un buon album. (Best track No Line On The Horizon)

Categoria: Mi Sono Piaciuti Anche.
Altra roba, venghino signori, venghino!

- The Decemberists / The Hazards of Love. E' una lungo poemetto folk questo disco, c'è il marito, la moglie, l'amante, i figli, la regina. Da leggere i testi. Un lungo poemetto appunto e 17 tracce sono tante, troppe. Le prime 6 sono un capolavoro. (Best track The Hazards of Love 2)
- Gomez / A New Tide. Pop folk e rock piacevole da ascoltare, le canzoni rimangono in testa per un bel po'. (Best track Little Pieces)
- Miike Snow / Miike Snow. Il video di Burial vince il premio come miglior sceneggiatura e regia. Svedesi e i nordici con l'elettronica ci sanno fare. (Best track Cult Logic)
- One eskimO / One eskimO. Un progetto che può essere definito "so cute" (oddio che ho detto, vado a gettarmi dal balcone). Brani nati per accompagnare le avventure di un piccolo eskimese e dei suoi amici, un po' new age, un po' colonna sonora per cartoni carucci, easy. (Best track Givin'up) 
- Röyksopp / Junior. Ho scritto già che i nordici con l'elettronica ci sanno fare, vero? Peccato per qualche brano pop-dance di troppo. (Best track Röyksopp Forever)
- Temper Trap / Conditions. Primo album per questa band australiana dai singoli orecchiabili. (Best track Fader)
- Wilco / Wilco (The Album). Non sono una loro fan, non dico "hey ma io ascolto gli uilco!" Mi piacciono ed li ascolto volentieri. In quest'album c'è anche un duetto con Feist. (Best track One Wing)
- Yeah Yeah  Yeahs / It's Blitz! Karen O mi fa paura, quando canta ha gli occhi spiritati e aspetti che da un momento all'altro canti al contrario o peggio in latino. (Best track Zero)

Categoria: Ritenta Sarai Più Fortunato.
Capita a tutti di sbagliare un album, un mezzo passo falso, una mezza ciofeca, orrori musicali, a tutto c'è rimedio, non fatevi prendere dal panico. Andrà meglio la prossima volta. 


Air / Love 2. Per il 50% sembra un disco degli Air per l'altro 50% un disco di lounge music alla Cafè del Mar, ad un certo punto si sentono flauti, xilofoni e sax alla Fausto Papetti. E no, dagli Air non ci si aspetta mica questo. 
David Gray / Draw The Line. Peccato, il singolo faceva ben sperare. Una sola parola può descrivere quest'album: noioso.
Depeche Mode / Sound of Universe. Troppo synth. Fuori forma. Urge pausa di riflessione.
Editors / In This Light and on This Evening. It was acceptable in the 80's, viaggio nel tempo per gli Editors? Forse riascoltandolo meglio potrebbe anche piacermi. Se Tom Smith continuerà ad abbassare il suo tono di voce il prossimo disco lo canterà ruttando.
Pearl Jam / Backspacer. Si stanno eddiverizzando, i brani migliori sono quelli lenti, da colonna sonora di Into the Wild. Pochi in un disco di 11 tracce.
Pj Harvey + John Parish / A Woman a Man Walked By. Depressione totale, mi fa venire l'ansia e il mal di stomaco. Tristezza.
Tori Amos / Abnormally Attracted to Sin e Midwinter Graces. Non uno ma due album per Tori Amos, abbi pietà di noi, basta! Ritirati in una landa desolata della Cornovaglia e lasciaci in pace. Prima ti rinnovo il mio invito a cambiare chirurgo e parrucchiere. 
Zero 7 / Yeah Gost. Li abbiamo persi, fate ciao ciao con la manina agli Zero 7. Un album imbarazzante. Ascolate Simple Things, il primo e bellissimo disco e dite una prece. Amen.

Categoria: Mavvaffanculo.
Ci sono album acclamati dalla critica e innalzati a capolavori del millennio ma dopo averli ascoltati possono essere commentati con una sola unica parola.

Antony and The Johnsons / The Crying Light. E' forse un mio limite ma lui non riesco proprio ad ascoltarlo, non capisco perché la musica debba essere la colonna sonora di un suicidio. Mi inquieta.
Brandi Carlile / Give Up The Ghost. Non avrei mai ascoltato quest'album se non fossi curiosa come una scimmia. Lei è brava per carità ma quando canta fa il vibrato, il vibrato cazzo, "someone loves you-u-u-u-u-u". Hai 28 anni e canti come una vecchia, "a fronn e limon"!
Florence + Machine / Lungs. I brani alla fine sono tutti uguali, lei urla troppo, ascoltarlo due volte di fila procura il mal di testa. E poi se la tira solo perché è rossa.
Gossip / Music for Men. Un'altra scimmia urlatrice, ma che cazzo vi urlate. Lei è brava, la band fa schifo, datele buoni musicisti, abbassatele un po' il volume e qualcosa di migliore ne esce.
Grizzly Bear / Veckatimest. Tutti a spellarsi le mani per i Grizzly Bear, al primo ascolto pensi "carino", al secondo, "però bello", al terzo "che du palle". E non vi azzardate a paragonarli ai Fleet Foxes.
The xx / XX. Vedi Grizzly Bear. Il monocorde dopo un po'stanca.

Credo di aver finito.

martedì 22 dicembre 2009

Omonimia

una richiesta di amicizia

- Ciaoooo, da quanto tempo, ma sei davvero tu, che piacere rivederti, un bacione!
- Ehmm, credo che ci sia un equivoco, devo avere una sosia omonima in giro. Bhè saluti e buona ricerca.
- Ma sei tu!
- Certo che sono io, ma la io, che sono io, non è la io che cerchi tu.
- Sicura? Perché sembri lei.
- Ma non sono lei e di sicuro so chi non sei tu, su chi sono io poi è un altro discorso.
- Vabbè, scusa il disturbo e buon Natale.
- Buon Natale a te.

 un nuovo messaggio di posta

- Sicura, sicura che non sei tu?

lunedì 21 dicembre 2009

Il kamasutra del lettore

Leggere a letto. Sprofondare nel cuscino con un buon libro, le coperte che ti avvolgono e la fantasia che vola. Sembra tutto perfetto, bello, romantico. E invece no, perchè trovare la posizione giusta è un impresa ardua. Sei tu, un libro e un cuscino, un menage à trois di difficile gestione e le provi tutte pur di andare d'accordo.
Cuscino dietro, gambe incrociate, libro appoggiato sopra, sembra fatta e invece inizi a sentire freddo alle spalle, la schiena non è che stia meglio. Cambi. Scivoli lentamente distendendo le gambe, abbassi il cuscino, ti copri con il piumone. Sì adesso va meglio, però reggere 'sto libro in aria, le mani si gelano, ci vorrebbe qualcuno che te lo mantenga. Il piumone! Libro sulla pancia, piumone sul libro e mani libere di fare quello che ti pare, che so grattarti, fare l'uncinetto, girare le pagine è un po' scomodo e se sei tettona non vedi le ultime righe. Ma chi se ne frega delle tettone.
Però che monotonia sempre la stessa posizione, lui sopra, tu sotto. E se provassi di fianco?
Mano sinistra alla tempia, con la destra giri le pagine, resisti massimo 5 minuti prima di crollare sotto il peso della testona. Allora provi a mettere la testa sul cuscino, sempre in posizione laterale, ma vedi le lettere storte e pensi a un inizio di strasbismo. Niente, non va.
Ti giri a pancia in giù, fai forza sui gomiti, non ce la fai, la testa sprofonda, ti sei ridotta a fare "lettura orale" ad un libro!

In questa relazione c'è qualcuno di troppo, lasci il libro sul letto insieme a quell'impiccioso del cuscino e te ne vai con il lettore mp3, lui sì che capisce i tuoi bisogni.

mercoledì 11 novembre 2009

Bastava poco

Ci divertivamo con poco da piccoli, un tavolo, delle sedie, delle pentole rotte e si giocava a "mamma e figli", un must dei giochi.

Mia sorella era la mamma, io il papà e mio fratello il figlio, la mattina facevamo colazione con acqua mescolata a terra, poi accompagnavo mio figlio a scuola e andavo al lavoro. Lavoravo come tassista, con la bici giravo intorno casa, caricavo il cliente, che poi era sempre mio fratello, e lo portavo a destinazione. All'ora di pranzo si tornava a casa e mangiavamo quello che mia sorella aveva raccattato in giro, a seconda della stagione c'erano fiori, ciliegie, albicocche, noci, uva. E così ci rovinavamo l'appetito.

Bastava aprire le portiere della 128 per farla diventare un'astronave, sul sedile posteriore saliva anche il cane, un pastore tedesco con mezzo metro di lingua penzolante. Nella nostra astroauto il bottone sul freno a mano lanciava missili, l'accendisigari era il megapropulsore e il tasto delle quattrofrecce lanciava l'SOS, perché c'era sempre un'avaria. Quindi mi arrampicavo sul tetto, scivolavo sul cofano e riparavo il danno. Al rientro però perdevo i contatti e vagavo sola nello spazio, finché non arrivava mia sorella con la 126 a salvarmi.

La regina dei giochi era l'altalena, fatta con la corda legata al ramo dell'albero, corda che ti segava il culo anche se ci mettevi sopra strati e strati di pezzi di stoffa. Si faceva a gara a chi andava più in alto, quando andavi troppo forte gli zoccoletti si sfilavano e dopo dovevi cercarli a piedi nudi tra l'erba. Memorabile fu il giorno della rottura della corda e il volo di mio cugino verso il nulla. Ridemmo, di gusto anche.

Ridevamo, sempre, il riso era un anestetico alle nostre cadute. Ginocchia sbucciate, gomiti frantumati e mani escoriate non facevano poi tanto male se ne ridevamo tutti insieme, un po' d'acqua, un fazzoletto sopra e si ripartiva. Credo di detenere il record di 4 fazzoletti.

Se l'altalena era la regina, il pallone era il re. A casa mia c'erano rose ovunque, con spine grandi 5 cm, ogni giorno assistevamo alla morte del SuperSantos e ogni giorno resuscitava, grazie all'intervento dell'Attack, di un coltello infuocato o di qualch'altra diavoleria. Il pallone finiva ovunque, nel giardino dei vicini, sugli alberi, sul tetto del forno, nel confinante terreno abbandonato e andare a riprenderlo in quest'ultimo posto significava affrontare una prova di coraggio.

E poi c'era la trasgressione, il Motobim. Era proibito prendere questa sorta di motorino, allora aspettavamo di essere soli in casa, scendevamo nel garage, aprivamo l'aria, mano sull'acceleratore e con potenti colpi di gamba sulla leva tentavamo di accenderlo, impresa che molte volte falliva miseramente. Ma quando partiva era la gioia, mio fratello si attaccava forte forte a me e giravamo in tondo, due scemi felici. Questa disobbedienza mi costò un'ustione vicino alla marmitta, confessai dopo due giorni cosa era accaduto veramente. Non dissero niente.

martedì 27 ottobre 2009

FlashForward è una cagata pazzesca

Non mi convince, non mi convince per niente.
L'idea non è proprio così malvagia ma fa acqua da tutte le parti, a partire dai flashforward stessi.
Come il buon Daniel Faraday insegna, modificando il corso degli eventi le persone possono cambiare il loro futuro. Allora non so proprio spiegarmi perché tutti i protagonisti siano bloccati nel terrore della loro visione. Non ti piace quello che hai visto, fai in modo che non accada. Semplice.
Al coreano hanno rivelato addirittura il giorno del suo omicidio, bene, un bel giubbotto antiproiettile e ti passa la paura, mai visto Ritorno al futuro?
Non vuoi tradire tuo marito? Non andare a letto con l'uomo che hai visto nella visione. Che cé vò.
Invece tutti sono trascinati in un vortice di paura, di tensione, come se tutto quello che succede non dipenda dalla loro volontà. Tensione che viene trasmessa allo spettatore con la ripetizione ossessiva di questi flashforward, ebbasta!
Le indagini sembrano condotte da un team di psicopatici, da una venditrice di dolcetti si passa ad un paesello sperduto dello Utah poi in Germania da una nazista imbroglione, si salta da un indizio all'altro all'improvviso, non c'è linearità, non c'è schema. Un'accozzaglia di roba buttata lì, a caso.
E i supercomputer dell'FBI? Basta digitare forsennatamente tasti a caso e ti dicono tutto quello che vuoi sapere, vuoi vedere corvi morti in Somalia? Trtrrttrtetfdbsdfòkfaejfvj eccoli!
Non c'è un solo personaggio simpatico, forse l'agente ciccione (i ciccioni devono per forza essere simpatici, non se ne spiegherebbe l'esistenza altrimenti), c'è una lesbica però, attenzione, lesbica che hanno accoppiato, disaccoppiato e accoppato in un solo unico episodio. Quando si dice sparare tutte le cartucce. Non muore tranquilli.
I quinto episodio, wow che ritmo, hanno tirato fuori le pistole, sparano, ci sono agenti dell' FBI che sparano finalmente. E poi sì, c'è anche la lesbica di prima che limona.
La scelta di Joseph Finnes azzeccatissima, un'attore inglese che recita con accento americano, che ideona, quest'uomo è la morte della recitazione, in tutte le scene ha sempre la solita espressione. Un cervo impagliato avrebbe fatto meglio.
Dopo una stroncatura del genere continuerò comunque a vederlo solo per scoprire il senso di tutto ciò, sempre che ci sia un senso.

lunedì 19 ottobre 2009

Improbabili visioni

Stralcio di una conversazione di qualche anno fa: chi io? Guardare Grey's Anatomy? Ma vuoi scherzare? E secondo te io seguo 'ste robe da femminucce, tutte lacrimoni, drammi esistenziali, ti lascio, ti ripiglio, ti rilascio! Io vedo Lost e CSI, mica gatte morte in calore, (anche se devo ammettere che in Lost una gatta morta c'é), e poi la voce di Giuppy Izzo non la reggo per più di 10 minuti di fila.

Silenzio per creare la suspense.

Ho visto il quinto episodio della sesta stagione, due giorni dopo la messa in onda americana.
E se devo confessare tutto, ho visto anche tutta la quarta e la quinta stagione. Ma è una cosa che rimane tra noi, che non si sappia in giro.

Ammetto, mi ha fregato la sciagurata storia tra l'ortopedica un po' obesotta e la cardiologa simpatica quanto un sassolino in una scarpa, idillio contornato da oche starnazzanti, bellimbusti dall'occhio languido e gente moribonda, siamo pur sempre in un ospedale, cosa vuoi vedere, dei clown? Giocando con l'audio di Sky però è saltata una cosa all'orecchio: italiano, oche. Inglese, gente normale. Click, oche, click, persone, click, oche, click, persone.
Ecco cos'era, era il doppiaggio che rovinava tutto.  Certo le storie sempre quelle sono, ti mollo, ti sposo, muori, risorgi, etc etc... ma almeno non sembra di vedere una soap opera sud americana.

Mi sono lasciata coinvolgere e ho quasi dimenticato la presenza di una storyline lesbica, anzi quando appare "pattini a rotelle" alias pediatra sciacquetta dall'insopportabile sorriso, mi vien voglia di gridare "e togliti dalle palle!" La storia tra Calliope e Arizona è una delle più insulse che abbia mai visto, per rimanere nell'originalità è arrivato il padre di Callie (il mitico Hector Elizondo di Pretty Woman) con tanto di prete al seguito per redimere la figlia peccatrice. Che la facciano finita adesso, ammazzate una delle due e togliamoci il pensiero.

Tra l'altro ho da poco realizzato che Arizona (Jessica Capshaw) ha interpretato la tastatrice dei tonici bicipiti di Jennifer "Bette Porter" Beals in The L Word,  antipatia allo stato puro. Quindi se proprio devono, che uccidano la bionda.

lunedì 28 settembre 2009

La canzone della pubblicità

Dai, prestami l'iPod, due ore sono lunghe.
Non è l'iPod, è mai possibile che conosci solo l'iPod, qualsiasi lettore mp3 che vedi lo chiami iPod. E poi dentro non c'è niente che ti piaccia, non ho Zeri Assoluti o Giggi D'Alessi.

E vabbé toh, prendi sta cuffia.

Uh! La canzone della pubblicità!!
Non è la canzone della pubblicità, sono i Beatles.

Chi?
Oddio. I Beatles, John Lennon, Paul McCartney, Yesterday, all my troubles seemed so farway!

Oll mai che? Sì però è la canzone della pubblicità, ni ni ni ni nini nini (nda Here comes the sun).
Fa niente, è come dici tu.

Uh! Anche questa è della pubblicità!
(Con occhi iniettati di sangue) Questa è With or without you e che io sappia non c'è nessuna pubblicità con questa canzone!

Sì che c'è, l'ho vista.
E te la sei immaginata evidentemente.

Adesso ricordo perché te ed io non ci vediamo mai.

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Listening to: Sigur Rós - Við spilum endalaust

lunedì 21 settembre 2009

Nella mente di un procrastinatore

Domani, sì ci vado domani, è meglio.
Accidenti piove, non mi va di bagnarmi per una commissione che posso fare anche domani, non è urgente, vado domani.
Che mal di pancia, devono esseri stati i peperoni di ieri sera, oddio che dolore, ma io devo ritirare quei certificati, vabbè domani fa lo stesso.
Wow che caldo, che sole cocente, aspetto che si rinfreschi un po' l'aria. Domani, vado domani.
Oggi no, oggi non voglio vedere nessuno, tantomeno quella segretaria che non sa mai un cavolo, mi girano le palle ecco.
Vado a comprare il regalo per il pupo, per quella cosa lì, quelle carte da ritirare, c'è tempo, fino alla fine del mese.
No basta, ho deciso, domani vado, cascasse il mondo, domani prendo il treno e vado.
Cazzo piove, torno a dormire. No, non posso farlo, in fondo son due gocce, mi alzo. E se prendessi il treno successivo? Così dormo un altro po' che non ho chiuso occhio stanotte.
Aaaaaahhhhhhh!!!!
Via, via, via, senza colazione, altrimenti cambio idea.
E io son venuta fin qui per ritirare due fogli del cazzo che hanno stampato al momento e che potevano inviarmi comodamente via e-mail.
E uno ha anche un errore di dati! Domani ritorno e gliene dico quattro.
Domani, sì, domani.

venerdì 18 settembre 2009

E figl so piezz 'e core

-Mamma, com'ero a 12 anni?
-Come adesso.
-Dai non scherzare, com'ero?
-Eri così, eri sì una ragazzina ma non eri come le altre ragazzine.
-Ma tu non volevi che fossi come le altre?
-Le altre erano stupidine, tu non sei mai stata una stupidina. Tu sei nata grande.
-Esagerata, mi sa che non ricordi bene.
-Il tuo primo giorno di asilo ti ho accompagnato a scuola, senza fare una piega ti sei seduta al tuo banchetto, intorno a te urla e pianti di bambini che non volevano restare, che si attaccavano alle gambe delle madri. Io ero lì, aspettavo una tua reazione, una parte di me voleva che piangessi, che mi chiamassi. E invece ti sei girata e hai detto: "ma adesso te ne vuoi andare!"
Mi hai spezzato il cuore. E ho capito che la mia bambina era diversa.
-E sì, la mia banca è differente. Non sei obiettiva perché sono tua figlia.
-E allora ti auguro di avere una figlia come te, così capirai cosa significa. Oh come vorrei che tu...
-Ok ciao.

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Listening to: Phoenix - Lisztomania